Percorsi
Pillole partigiane
Ma se non c'erano le donne, ancora avevamo i tedeschi e fascisti in casa, porca zozza. Tina Costa rivendica con orgoglio il ruolo determinante delle donne nella Resistenza italiana: le donne hanno curato, vestito i soldati sbandati, hanno dato loro i soldi per poter ritornare a casa. Staffette, ufficiali di collegamento, affrontano posti di blocco con paura e determinazione per trasportare, volantini, ordini, medicine; avvisano gli antifascisti in pericolo. Usano a volte l'ironia sugli stereotipi e recitano il ruolo che si chiede loro di rappresentare, ai posti di blocco, ingannando le pattuglie fasciste: così è per Luigina Forcella che presidia la fuga del fidanzato partigiano. Finiscono in carcere, a via Tasso, come Iole Mancini, sotto lo sguardo gelido e i modi violenti di un ufficiale tristemente famoso, Erich Priebke. E Resistono. Altre prendono le armi e partecipano alle azioni più clamorose fondative della Resistenza romana: Iole ricorda l'amica Carla Capponi, protagonista dell'azione dei Gap a Via Rasella e partigiana combattente vicecomandante di una formazione partigiana.