Percorsi

senza rossetto

Memoria

"Nella Storia con la s maiuscola c'è stata una specie di cancellazione del ruolo delle donne, salvo qualche punta, qualche caso, e quindi c'è stata una specie di storia parallela, dovuta soprattutto a storiche femministe", ricorda Marisa Rodano; e "non esiste cultura senza memoria" - incalza Fausta Monelli - "Direi che non esiste vita perché se lei pensa alla sua stessa vita, lei sente il bisogno di pensare a quando era piccola, a quello che è riuscita a fare, agli insuccessi, alle punizioni e ai premi, ai sogni e alle delusioni di quando era piccola, per cui lei adesso è quello che era da piccola cresciuta. Quindi senza memoria non si costruisce nulla, nulla"… In Senza rossetto, la memoria delle donne assume lo spessore e la densità della lunga durata: non si limita a registrare i fatti, ma restituisce la dimensione umana del vissuto, il modo intimo e collettivo in cui le donne hanno attraversato il tempo. Questo flusso di testimonianze si configura come un atto politico e generazionale di trasmissione di una vera e propria storia parallela, capace di consegnare alle generazioni più giovani le tracce di un'identità e di una storia sommersa dalla storiografia ufficiale. Memoria che si scontra inevitabilmente con la violenza della rimozione, sia quella intima, legata ai traumi indicibili della guerra e della morte, sia quella storica e culturale, che per secoli ha condannato all'invisibilità l'esperienza femminile. Il racconto si muove così in un territorio frammentato e increspato, fatto di assenze sistemiche, vuoti d'archivio e silenzi dolorosi, dove l'atto stesso di ricordare diventa una forma di resistenza contro l'oblio.

5 video nel percorso "Memoria"
Griglia  /  Elenco