Percorsi
Infanzia
L’infanzia è il primo spazio in cui impariamo cosa significa “essere donna”. Attraverso parole, modelli familiari, culturali ed aspettative, molte bambine crescono associando la cura e la maternità alla propria identità. L’infanzia è anche il luogo in cui iniziano a sedimentarsi immaginari alternativi, desideri, rifiuti, domande. In questo percorso ci interroghiamo su quanto le nostre scelte siano autentiche e quanto invece costruite fin dai primi anni di vita, attraverso la famiglia, i ruoli di genere e i modelli che abbiamo avuto intorno - o che sono mancati. Le testimonianze raccolte attraversano ricordi, dubbi e sensazioni spesso difficili da nominare: il sentirsi fuori posto rispetto all’immaginario della maternità, il peso delle aspettative, il rapporto con la propria crescita e l’importanza di incontrare modelli alternativi di femminilità e di vita. Un viaggio dentro ciò che ereditiamo da bambinə e ciò che scegliamo, o meno, di diventare.
Istinto/Natura
Quanto ancora le donne sono condizionate dalla concezione di essere nate per diventare madri? In questo percorso ci interroghiamo sull’influenza della natura nelle nostre scelte: siamo obbligate a provare un istinto materno in quanto femmine? L’infertilità ci rende strane, o meno donne? Grazie alle testimonianze selezionate affrontiamo le difficoltà non socialmente accettate sulla maternità, il giudizio della famiglia di origine (o dei colleghi di lavoro), l’accettazione di sé stesse nonostante le diversità interiori di ognuna.
Lavoro
Tramite questo percorso ci interroghiamo sulla relazione tra il lavoro e la scelta riguardo alla
maternità: carriera e maternità viaggiano su binari paralleli? Possono intersecarsi senza
sacrificare il proprio sé? Le testimonianze stimolano una riflessione profonda e sfidante,
attraverso un viaggio tra esperienze e dubbi discordanti.
Corpo
Il rapporto di una donna con il proprio corpo è un confine intimo e complesso, profondamente sfidato dalla prospettiva della maternità. Mentre per alcune la gravidanza è celebrata come una naturale metamorfosi, per altre rappresenta uno stravolgimento fisico temuto e invalidante. La potenziale alterazione permanente, dalle cicatrici alla temporanea perdita di autonomia, spinge oggi un numero crescente di donne verso una consapevole scelta di non avere figli. Decidere di non affrontare una gestazione per preservare la propria integrità fisica non è un banale atto di vanità, ma una lucida rivendicazione di controllo. È il riconoscimento onesto dei propri limiti e del diritto fondamentale di mantenere il proprio corpo come uno spazio esclusivamente proprio.
Mia madre
Il rapporto con la madre e la famiglia d'origine è, per molte donne, il primo e più influente capitolo della propria storia personale. È un legame fatto di radici che ancorano, ma a volte anche di rami da cui doversi districare per poter fiorire. Ascoltando le voci di diverse donne, emerge un mosaico di esperienze intime, sfaccettate e profondamente autentiche. Queste testimonianze ci ricordano che non esiste un copione universale per i legami familiari. Che si tratti di un porto sicuro da cui non ci si vuole allontanare, o di un nodo da sciogliere con fatica e coraggio, il confronto con chi ci ha messo al mondo rimane il passaggio più intenso per la costruzione della nostra libertà emotiva.
Eredità
Le donne senza figli si interrogano sulla loro vecchiaia e sul significato della trasmissione della propria eredità materiale e immateriale. A chi lasciare i propri averi, dalla chitarra alla macchina fotografica, ma soprattutto le esperienze e i saperi accumulati in una vita? Un percorso tra storie, affetti e possibilità, fatalismo, timore e leggerezza, in cui gli assi ereditari familiari si aprono a favore di figli e figlie d’anima e della comunità.
LGBTQ+
Un viaggio tra le testimonianze dell’Archivio Vivo di Lunàdigas che più si interrogano sul tema della genitorialità dal punto di vista LGBTQ+ tra storie di vita personale, contesti legislativi e orizzonti da traguardare. L’esperienza di Laura Como Grasso, grande madre del movimento omosessuale sardo, il percorso ad ostacoli di Silvia, madre, insieme alla compagna, di due bambine; i dubbi e i desideri di maternità di Alice, giovanissima, e lo stato dei diritti riconosciuti alle coppie lesbiche in Italia e all’esterno; la testimonianza di Elia e quella di Eleonora, nei rispettivi percorsi di autodefinizione e autodeterminazione di genere e relazionale.
Aborto
Un percorso attraverso le storie, le emozioni, le scelte (e non) di interruzioni di gravidanza, tra tabù e giudizi sociali, discussioni, lotte femministe e mutuo sostegno tra donne. L’esperienza di aborto naturale di Marina e l’interruzione di gravidanza di Silvia in ospedale, i sensi di incompletezza e di colpa a cui sottrarsi con difficoltà, la battaglia per il diritto all’aborto raccontata da Lidia Menapace e il confronto con la situazione all’estero, fino all’esperienza di Paola, che in Ecuador accompagna le donne che decidono di interrompere la gravidanza.