Percorsi
Cambiamento
Tra le narrazioni femminili, il “cambiamento” assume sfumature diverse. La parola attraversa i racconti delle donne di Senza Rossetto, Lunàdigas, Tutte a Casa. Adriana Amalfitani incontra la guerra, si fa forza e diventa capofamiglia “per me è stato un cambiamento improvviso, però - diciamo - avevo una forza di volontà che pensavo di riuscire a fare chissà che cosa“, Maria Leoni la fine del conflitto e la tranquillità raggiunta “Finita la guerra sembrava un paradiso, per quanto mancavano tante cose, però si stava a casa tutti quanti”. Per Lunàdigas, che indaga sulle scelte riproduttive e sull’autodeterminazione dei corpi, Valeria Viganò ricorda il “cambiamento epocale” della rivoluzione femminista, Lea Melandri il “cambiamento generazionale” sulla narrazione del parto che diventa un racconto del corpo. Le donne al lavoro di Tutte a casa si preparano ad affrontare i cambiamenti determinati dall’emergenza della pandemia: la dentista Simona Torlai racconta gli aggiornamenti professionali, la tassista Palmira Tropea riprende la città immobile e aggiunge: sono mediamente tranquilla perché ho capacità di adattamento. Chissà forse quest’anno sarò costretta a cambiare lavoro? Sarebbe il mio sogno più grande.
Lavoro
Il tema del lavoro delle donne in Senza rossetto, riguarda anche le bambine delle fasce più povere della popolazione e meno scolarizzate. I racconti sul lavoro minorile sotto il fascismo sono diversi e concentrati soprattutto nelle campagne e nelle industrie, ma anche nelle case private, dove molte bambine lavoravano come domestiche o balie. Non mancano i racconti di insegnanti, di impiegate e di chi, anche se diplomata o laureata, si è dedicata alla cura della famiglia. Le voci di lavoro in Lunàdigas sono quelle di donne che hanno privilegiato o anteposto il lavoro alla maternità, scelta sulla quale ricade spesso, più frequentemente da parte di altre donne, il giudizio sociale e familiare e la disapprovazione per una rinuncia che appare come egoistica o eccentrica rispetto ad un femminile codificato. In Tutte a casa la pandemia di COVID-19 ha avuto ripercussioni significative sul mercato del lavoro, cambiando gli scenari, anche urbani, con la chiusura o la limitazione di numerose attività economiche e l’introduzione del lavoro da remoto. Tra i racconti di chi rimane a casa, si fanno spazio quelli di tassiste che attraversano le città deserte in attesa dei pochi, sparuti clienti o di cassiere che lavorano dietro barriere in plexiglass, con indosso guanti monouso e mascherine.